Grand Hotel Sea-Gull Magique #1

Lo sognò bianco. Una enorme fontana di cristallo, i bagliori rosa del tramonto la accendevano in miliardi di gocce. Il corpo centrale un’alta torre cilindrica, decorata con fregi gotici, finiva in punta di campanile. In cima, tra gli archetti dove si sarebbero potute immaginare due campane in bronzo, un potente faro roteava il suo occhio verso l’oceano.

Alla torre, da ogni lato, si appoggiava una complicata serie di archi rampanti. Ognuno dei cinque bracci a sostegno della torre, tempestati di pietre sfaccettate,  conteneva a sua volta altri piccoli archi a sesto acuto, sovrapposti e di altezza variabile, nel numero di 15. Avvicinandosi a passo lento, nel sogno, Oscar capì che in realtà ognuna di quelle serie di archi formava uno stretto ponte su cui era possibile camminare, a giudicare dalle minuscole figure umane che vide passeggiare sospese su quei zampilli.

Il Grand Hotel Sea-Gull Magique poggiava sugli scogli tre dei suoi ordini di ponti, i restanti due Oscar non riusciva a vedere dove cominciassero perché, come la torre, sembravano affondare nell’acqua per un numero imprecisato di metri.

Percorrendo un deserto di pozzanghere, terra smossa e fango, si trovò a una trentina di metri dal portale. Il sole aveva già lasciato posto al faro, che adesso sfidava il buio all’orizzonte. All’incrocio tra ciascun arco e il seguente, si accese un lume fioco. Quella cascata di stelle fu l’ultima immagine che Oscar poté conservare, prima di svegliarsi.

1 Comment
  • OmbraMalvaLuce
    Posted at 21:21h, 01 Luglio

    Sono incuriosita da questo scritto. Ho fatto un sogno simile, forse vent’anni fa.
    Se ne potrebbe parlare? O forse è meglio di no…?

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