Il cuore sul fondo

Trattengo dagli angoli della tua bocca

un morso dell’aria sospesa

di pietra e calura, scendo

giù dove il tuo doppio agita

in testa tempesta di schiuma, scardino

a braccia il segreto opaco e rinchiuso

dell’acqua, prigione di freddo,

cerco ancora la perla pulsante

nella secca rocciosa del petto.

Dita e stretta di seppia, io so

sfiorare gli aculei del riccio,

le spine di scorfano rosso,

senza male e veleno,

il tuo guscio di sale

senza quasi annegare.

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