Le città invivibili

“quando ti troverai a girare per le strade della città o per le bacheche dei cittadini, avrai la fortuna di ascoltare e leggere infinite espressioni e dichiarazioni d’amore per questo luogo. Un amore assoluto, inappuntabile, inattaccabile. Un amore puro, identitario, pronto alla spada, alla difesa delle mura e dei confini. Un amore libero, disinteressato ma incrollabile.
Una città come questa, dirai, di cui tutti gli abitanti si professano pubblicamente e perdutamente innamorati, non può che essere immagine terrena del paradiso. Deve essere di certo, penserai, una città di fiori e poesie, di serenate alla finestra, di abbracci in riva al mare, di baci nei vicoli, di passeggiate in bicicletta, di risate, di prati sui quali sdraiarsi a contemplare la bellezza dell’amata.
Ti basterà poco per comprendere di essere arrivato tardi, quando saprai che la città tanto amata è stata da tempo avvelenata nel sonno, imbalsamata e conservata dai suoi stessi amanti. Ti assalirà il terrore quando li vedrai contendersi il cadavere, accanirsi sul suo corpo. Scoprirai che quelle dichiarazioni altro non erano che certificazioni di possesso, legittimazioni di violenza, lame di gelosia e d’invidia, maschere d’odio, rivendicazioni dell’omicidio”.

aci morto

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