Lettera

In realtà ero io. Io che portavo i sandali e i piedi sporchi, sognavo sedili sudati e viaggi più lunghi della gamba più corti dei capelli. Io che mi sveglio un mattino d’autunno che se non fosse per la luce troppo bianca sarebbe luglio, e mi ricordo vaya a saber porqué di Firenze umida e di G. a cui dissi una cosa orribile, come un legno spezzato conficcato nel divano. Ero io che sarei finito male, se non proprio nel grigio dei vestiti, di certo nel viaggio che ha come capolinea un ufficio, a maledire il furto del tempo rinchiuso quando fuori c’è una città e c’è il mare. Io che del tempo credevo di poter avere nozione. E invece non sapevo dove andare. Io che sono soltanto troppo pigro pure per fare il vagabondo e a un certo punto sui piedi sporchi perdevo l’equilibrio, e la schiena mi si spezzava sui sedili e so che i capelli cadranno dopo l’ultimo disperato tentativo di crescere in burla ai miei anni, cespuglio sulla scrivania a ricevere i clienti. Io che esagero sempre, la butto in lacrime piuttosto che in caciara, mi lamento per hobby però intanto ho da mangiare e un tetto mentre altri vivono saltando sui treni merci per necessità mica per non avere nient’altro da fare o per sognare lamerica. Però sai che c’è, che ho da mangiare e un tetto, ma mi sono rotto il cazzo e mi viene da dire una cosa per la quale mi manca il coraggio, un insulto alla fame: che preferisco mangiarmi il mio tempo piuttosto che farmelo mangiare. E non c’entra niente se l’ambiente di lavoro è buono, e i padroni mi vogliono bene, è gente semplice che si arrangia e si inventa per tirare avanti. C’entra che io qua dentro non c’entro, e quando stavamo seduti su quel divano, cara G., non avrei mai immaginato di finire a fare la segretaria con la barba.
Non so bene dove né come sia finita tu, ma ti devo comunque delle scuse. E mi devo ancora una speranza che sta nelle mie mani.

3 Comments
  • alfredo
    Posted at 13:38h, 05 Ottobre

    ti licenziasti?

  • lucha
    Posted at 14:45h, 05 Ottobre

    ehehehe, non ancora.

  • Signor Carletto dal Pozzo
    Posted at 04:51h, 09 Ottobre

    splendido/che splende. G come grazie. Grazie G.

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